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Le liriche di un maledetto
Autore: Mario Scalesi,
Pagine: 0
Anno: 2006
ISBN: 888820799-6
n. volumi: 1
Categoria: Narrativa
Collana: Radici
Prezzo: euro 10,00
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Gioacchino e Concetta sposi nel 1891. Erano poveri e dovettero lavorare sodo per mandare i loro sei figli a scuola. Fino al “certificat d’études primaire”. Pensavano forse: “Chissà? Un buon posto in banca?”. Non occorreva la laurea allora.
Ognuno cerca di far “fortuna” come può. Il mio nonno materno preferiva lavorare la terra e farla lavorare ai figli. Poca o niente scuola per loro. In compenso una piccola eredità per ciascuno. Le arance sono belle anche se non sono blu.
Il primogenito fu particolarmente sfortunato, cadendo quella sera, sulla scale. Quando poteva scriveva. Delle poesie. “Tracce” ancora tra noi.
La sera, diceva mio padre, “il nonno e Mario leggevano la Divina Commedia” dopo aver assaporato, immagino, quei piatti “speciali” della nonna raccontati dai parenti più anziani.
I racconti di Giufà, i “vieux récits” che mi leggeva, quelli li ho potuti gustare, e i suoi occhi ancora vivi e maliziosi nonostante i tre figli persi, nonostante non avesse potuto accompagnare uno di loro a Palermo, vederlo morto. Andava al Consolato per chiedere notizie, il nonno, sperava, colui che il “cielo” castigava per il “crime d’être pauvre, d’être honnete”.
Poche miglia di mare distanti come la luna, quasi, fino agli anni sessanta. Per quelli che dovevano lavorare con le mani.
Si legge oggi in alcune “biografie” del poeta che Gioacchino e Concetta trascuravano il loro primogenito.
Maria Rosa Scalisi
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