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Il libro di Zanier recensito da IL MESSAGGERO VENETO |
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Scritto da Antonio Corbisiero
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Venerdì 06 Agosto 2010 09:31 |
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Il doppio titolo ( Allora vi diciamo / Alla nazione ) ti spiazza; inizialmente non riesci a capirlo, ma poi, guardano la fotografia e il nome dell’autore, intuisci tutto e ti rendi conto di non aver mai visto una copertina così esplicita, così accusatrice, così innamorata dell’uomo. La fotografia di Antonio Maugeri blocca, in un devastante bianco e nero, il mucchio quasi informe dei resti fracassati di barconi di immigranti – non si sa se poi anche immigrati – a Lampedusa. Il nome dell’autore è Leonardo Zanier. E allora capisci che ancora una volta lo scrittore e poeta di Maranzanis, a Zurigo da più di mezzo secolo, alza la sua voce per ricordare cos’è l’emigrazione, uguale in ogni parte del mondo come uguali sono gli esuli alla ricerca di lavoro, di cibo, di pace, di salvezza. E capisci anche che quell’ Allora vi diciamo è la necessità, l’obbligo di raccontare questa uguaglianza tra diversi e che quell’ Alla nazione non è una pretenziosa imposizione, ma una disperata speranza che davvero tutti ascoltino, se non questo libro, almeno i sentimenti, i fatti, le emozioni, i ragionamenti che gli danno sostanza, ma che si trovano dappertutto, dovunque un uomo fronteggi un fatto con la capacità di aprirsi non tanto agli altri, ma proprio a se stesso con il pressante invito a tutti a ricordare sempre che «Diventare bianchi dopo essere stati i marocchini d’Europa, è l’ebbrezza che può allontanare la ragione dalla realtà». Allora vi diciamo / Alla nazione (Edizioni Il Grappolo, 130 pagine – 15,00 euro) è un libro di prose e di poesie, una collezione di brani e di liriche di diverse epoche che, insieme, restituiscono l’immagine di realtà non travisate dalle parole, dalle propagande, dalle insicurezze. Zanier dona a se stesso – e a tutti, di qualunque nazione, pelle e lingua essi siano – le immagini di desolante umiliazione iniziale perché ancora più fulgida sia la gioia di essere arrivati dove si riesce ad arrivare. E dona dignità a tutti questi poveri vaganti con la domanda: «Quanti Ulisse ci saranno e ci sono stati nel mondo?» e ti racconta del suo viaggio verso Zurigo, nel 1956, quando alla frontiera di Chiasso la polizia svizzera lo fa scendere dal treno e lo mette «in fila, in mutande, con il passaporto in mano». Eppure Ulisse non era uno straccione, ma un re. Eppure non cercava lavoro, ma conoscenza. Allora cosa unisce Ulisse ai diseredati che vediamo respinti, obbligati in lunghe file, imprigionati? Li unisce la speranza e la disperazione, il rifiuto e la testardaggine, lo sfruttamento e l’anelito al riscatto. E Zanier – grande coniatore di parole, raspanti come la sua voce, precise come il suo pensiero – attacca ancora certi concetti come quello di “identità” cui aveva già dedicato una caustica poesia. Sottolinea che nell’attraversare le frontiere non devono importare la lontananza, le lingue diverse, le culture che non si assomigliano; non devono importare perché non esistono società ideali ed esemplari da imitare senza porre domande e instillare dubbi; perché in realtà sono gli uomini a fare la storia e a comporre queste società in continuo divenire mescolando identità in apparenza inconciliabili. Perché identità è una parola che può tranquillizzare, ma anche spaventare e che, nella sostanza, è vuota, è un muro di comodo da innalzare quando fa comodo per dividere la gente. E, per dimostrarlo, Zanier ricorda il nonno di un amico nato a Cjauret, che è poi Caporetto, ma anche Kobarid, ma anche Karfreit: «un nome in quattro lingue». Nonno che nasce austriaco e si ritrova italiano pur avendo combattuto nell’esercito austro-ungarico, ma nel 1946 la sua carta d’identità è jugoslava, anche se si è trovato in armi contro la Jugoslavia nell’esercito italiano. Muore prima di diventare sloveno senza essersi mai allontanato nella casa dove la storia lo aveva sempre raggiunto. Il poeta di Maranzanis, quello di Libers... di scugnì là ( Liber... di dover partire ), è sensibile ai soprusi di coloro che pretendono braccia e non vogliono uomini ed è perfettamente conscio che le ingiustizie possono essere cancellate soltanto con la resistenza, non soltanto di coloro contro i quali i soprusi si esplicano, ma anche di coloro che vedono quello che succede e vogliono impedirlo per solidarietà e perché la distruzione della dignità altrui distrugge anche la dignità propria. Allora vi diciamo / Alla nazione è un libro da leggere lasciandosi penetrare da parole che sono taglienti come rasoi, che sono meditate e incontrovertibili perché distillate attraverso l’esperienza personale di chi ha saputo diventare qualcuno in un ambiente inizialmente ostile non per gloriarsi di risultati personali, ma per fare rispettare se stesso attraverso il riconoscimento che il rispetto è dovuto a qualsiasi essere umano. Messaggero Veneto — 03 agosto 2010 pagina 08 sezione: CULTURA - SPETTACOLO |
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“Il viaggio completo del cuculo” si presenta a S. Maria di Castellabate (SA) |
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Scritto da Antonio Corbisiero
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Lunedì 12 Luglio 2010 15:17 |
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Nella suggestiva cornice di Villa Matarazzo, a S. Maria di Castellabate,all’interno della rassegna LIBRI MERIDIONALI, ideata dal prof. Gennaro Malzone, mercoledì 14 luglio alle ore 21,00 si presenta il libro di Renato Amato,"Il viaggio completo del cuculo", Euro 15,00- Collana RADICI, Edizioni "Il Grappolo" sas di Mercato S. Severino (SA). Si tratta di racconti autobiografici di un "emigrante intellettuale"in Nuova Zelanda, morto a soli 35 anni. Dopo aver fatto mille mestieri e professioni in Italia decise di "andare a vivere in una terra vergine". Anche lì fece di tutto, sino a laurearsi in legge ed in lingue e, poi, diventare professore universitario, giornalista e scrittore. L'editore Antonio Corbisiero che, con la collana “Radici”, si occupa soltanto di letteratura dell’emigrazione, è rimasto folgorato dalla bellezza della scrittura di Renato. Quest'anno nella 'sua' Università , la 'Victoria University' di Wellington, hanno inaugurato un corso su di lui, diretto dalla docente Sally Hill. Dopo i saluti degli organizzatori, dell’editore Antonio Corbisiero, relazioneranno Dora Celeste Amato, giornalista, poetessa e sorella dello scrittore e il giornalista Pietro Gargano, che presenterà anche il suo libro sulle “Donne nella rivoluzione napoletana del 1799”. L’attore, regista, autore Arnolfo Petri leggerà alcuni brani tratti da libro. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Agosto 2010 13:38 |
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Grande successo per la presentazione del libro "FRANCO CORBISIERO" |
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Scritto da Antonio Corbisiero
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Domenica 27 Giugno 2010 06:09 |
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Un articolo de IL MATTINO Una targa ed un libro per il maestro-poeta: Mercato San Severino ricorda Franco Corbisiero. Il Comune della città della valle dell’Irno rende omaggio oggi ad uno dei suoi figli illustri, il poeta e maestro elementare Franco Corbisiero, scomparso nel 1997, autore di diversi libri di poesie e di testi per l'infanzia raccolti in molte antologie scolastiche. Oggi alle ore 18 il sindaco Giovanni Romano scoprirà una targa commemorativa nella frazione Sant’Eustachio, in via Caracciolo 4, presso la casa in cui il poeta visse, scrisse, amò, sognò. «Maestro colto e cristiano, poeta delicato e discreto - si legge nella targa dettata dal docente universitario Francesco D'Episcopo - cantò la bellezza e la bontà di queste terre e genti promuovendo la loro ascesa sociale». Subito dopo la cerimonia commemorativa presso il Palazzo Vanvitelliano, alle ore 19, sarà presentato il saggio sull'opera e la vita di Franco Corbisiero scritto a quattro mani dai critici Francesco D'Episcopo e Giuseppe D'Errico, inserito nella collana "Vita e scuola" della casa editrice "Il Grappolo" S.a.s. che il poeta contribuì a fondare con il figlio Antonio Corbisiero. Reciterà diversi brani poetici l'attore Gaetano Fasanaro, si esibiranno i maestri Gianni Iannone e Angelo Spinelli. La serata sarà presentata dal giornalista Paolo Romano. Docenti e amici che lo conobbero in vita racconteranno aneddoti e testimonianze. Un figlio illustre della nostra terra che viene così onorato e ricordato, anche come esempio per le giovani generazioni. Corbisiero è stato un vero uomo di cultura che ha saputo far coincidere coerentemente impegno intellettuale e vita privata. Nelle sue poesie molti temi che oggi tornano di attualità per una necessaria svolta nella vita civile: il valore della famiglia, dell'infanzia, dell'impegno per il bene comune, delle radici culturali, del borgo natio, la fede, la poesia come costruzione di un domani migliore. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Agosto 2010 09:32 |
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Mercato S. Severino rende omaggio al poeta Franco Corbisiero |
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Scritto da Antonio Corbisiero
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Giovedì 17 Giugno 2010 05:07 |
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Il Comune di Mercato S. Severino rende omaggio a uno dei suoi figli illustri, il poeta e maestro elementare Franco Corbisiero, scomparso nel 1997, autore di diversi libri di poesie e di testi per l’infanzia raccolti in molte antologie scolastiche. Il 26 giugno il sindaco Giovanni Romano scoprirà una targa commemorativa nella frazione S. Eustachio, presso la casa del poeta in cui visse, scrisse, amò, sognò. “Maestro colto e cristiano, poeta delicato e discreto- si legge nella targa dettata dal docente universitario Francesco D’Episcopo- cantò la bellezza e la bontà di queste terre e genti promuovendo la loro ascesa sociale”. Subito dopo la cerimonia commemorativa presso il Palazzo Vanvitelliano di Mercato S. Severino sarà presentato il saggio sull’opera e la vita di Franco Corbisiero scritto a quattro mani dai critici Francesco D’Episcopo e Giuseppe D’Errico, inserito nella collana “Vita e scuola” della casa editrice “Il Grappolo” S.a.s. che il poeta contribuì a fondare con il figlio Antonio Corbisiero. Reciterà diversi brani poetici l’attore Gaetano Fasanaro, si esibiranno i maestri Gianni Iannone e Angelo Spinelli. Docenti e amici che lo conobbero in vita racconteranno aneddoti e testimonianze. La serata sarà condotta dal giornalista Paolo Romano. |
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